Gli opposti che disorientano

In Germania, lo scorso fine settimana, si è conclusa la Coppa del Mondo di Sci. Garmisch Partenkirchen, una cittadina bavarese, ha ospitato questo evento, quasi una sorta di “test event” per i Campionati Mondiali di Sci che accoglierà il prossimo anno.

Da un punto di vista sportivo il campo di gara trasudava emozioni, che un tifo appassionato ha saputo esprimere con intenisità. Trombe, tamburi, campanelli a campanacci hanno creato davero un’atmosfera straordinaria.

Eppure, ho accolto qua e lá commenti negativi su alcune lacune organizzative. “Manca  una segnaletica chiara!”, “Lo stadio è un caos, non si capisce dove andare!”, “La sala stampa è misera!”  “In paese non ci si accorge nemmeno della manifestazione”.

Pro e Contro

Probabilmentze tutto questo è vero, ma perché condannare tutta l’organizzazione, quando altre cose hanno funzionato a meraviglia?  Le piste di gara sono bellissime.  Le aree VIP erano straordinarie: qualità eccellente del cibo e dei servizi, ambiente raffinato, cura del dettaglio. Una conferma, direi, della tradizione e della importante esperienza della Germania nel campo dell’hospitality. I collaboratori erano tutti molto disponibili e sempre sorridenti. Perchè si boccia tutto, quando in realtá solo alcune e forse piccole cose non hanno funzionato?

A difesa degli organizzatori,  mi sento di dire che questa manifestazione (Le Finali di Coppa del Mondo) ha costi altissimi, ma ricavi molto bassi.  Si tratta allora di stabilire le priorità. Il campo di gara è al primo posto, le aree d’arrivo erano due  quindi i costi, solo per la parte sportiva, erano altissimi quasi raddoppiati.

Giudicare una manifestazione é sempre difficile

Dall’esterno, giudicare una manifestazione é sempre difficile, anche perchè senza forse rendersi conto, nella pagella virtuale si assume un modello di riferimento, che è la sommatoria del meglio visto in giro. Dall’esterno si pretende sempre la perfezione e mai ci si chiede perché una o l’altra cosa non abbiano funzionato.  Il nostro compito è dunque mirare a questa perfezione, ma non sempre ce la facciamo.

Un trucco, però, c’é.

Dobbiamo essere sufficientemente abili da limitare lo scompenso (o la percezione dello stesso) di taluni settori rispetto ad altri.  Gli “opposti” in un unico evento tendono a disorientare e alla fine prevalgono i giudizi negativi, mentre le cose buone si dimenticano o non si vedono.

Sono le linee guida che devono essere chiare e condivise.

Lo scompenso si ha quando queste linee non sono definite. Nonostante un budget ridotto, nonostante le priorità cadano in un settore piuttosto che in un altro, si deve riuscire a comunicare la stessa immagine, lo stesso stile.  Questo non significa portare il lusso delle tenda VIP in area d’arrivo o lungo la strada, ma confermare in questi due luoghi l’ordine e la chiarezza che dentro l’area VIP erano fortemente percepibili.

La manifestazione è una. Anche lo  stile deve necesseriamente essere uno! A parole sembra facile… lo è davvero?

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