Premiare tutti in onore del lavoro di squadra?

Le organizzazioni di eventi non-profit non devono certamente preoccuparsi del tema, oggi tanto attuale, dei bonus di rendimento. Quando si lavora prevalentemente con volontari, i sistemi premianti, infatti, sono diversi. Se si tratta di volontari che lavorano alla base, con poche responsabilità, spesso, una maglietta, un capellino e il pranzo sono “la paga” giusta. Il premio è dato dall’esserci, dal poter essere parte di una straordinaria esperienza (pensiamo, ad esempio, alle Olimpiadi).  Se si tratta di volontari con responsabilità maggiori, spesso si prevede una sorta di rimborso in denaro, per il proprio tempo privato messo a disposizione della causa.

Su quali basi decidere come premiare i volontari?

I consigli che il professore Sull (vedi post precedente) suggerisce per le grandi aziende, possono essere utili anche per noi.

Spesso, infatti, nel nome dello “spirito di squadra”, concetto vivissimo nel non-profit, si premia tutti, in modo indistinto. Tutti sono bravi, anche solo perchè “volontariamente” hanno deciso di lavorare con noi.

Questo è un errore. “Per garantire l’attuazione della strategia, le organizzazioni devono riconoscere e premiare (…) le persone che danno ciò che promettono”. Sottoscrivo in pieno questa affermazione, perchè nella generosità indiscrimanata verso tutti ci sono cascata anch’io.

Due gli effetti peggiori:

  1. i veramente meritevoli si sono sentiti “presi in giro” e la loro passione ne ha sofferto
  2. i non meritevoli si sono rilassati e hanno sfruttato solo i privilegi dell’esserci senza davvero contribuire con la giusta passione ed un autentico lavoro di squadra al successo.

Quindi, anche se si tratta volontari e siamo loro riconoscenti per aver deciso di voler spendere del tempo per l’organizzazione, dobbiamo esigere e pretendere impegno. Il premio (per il risultato ottenuto) è una buona leva per richiamare il volontario alle sue responsabilità.

I volontari davvero meritevoli si sentiranno sempre più legati al’organizzazione e gli altri… se davvero la loro passione è autentica, si daranno da fare. In caso contrario, meglio perderli. Un volontario senza impegno e senza autentica e sincera partecipazione alla causa, ma interessato solo alla maglietta o all’accreditamento, può pregiudicare spesso il risultato finale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...