Ipocrisia nel non-profit e la lezione di Adriano Olivetti

Oggi è accaduto un fatto che mi ha disorientato.

Sono stata pubblicamente criticata perchè, pur lavorando in un’organizzazione non-profit, percepisco uno stipendio.

La mia opinione a proposito è chiara. Il non-profit è un mondo straordinario, perchè mette a disposizione della comunità valori e impegno senza alcuno scopo di lucro. Ad esempio il non-profit sportivo promuove lo sport, il non-profit culturale promuove la cultura.

Io credo sempre con maggiore convinzione, che il potenziale straordinario di organizzazioni che creano qualcosa senza mirare ai profitti rischia di essere sacrificato se non si esce da questa ipocrisia  Chi si assume importanti responsabilità nel non-profit, chi impegna know-how e competenze non può farlo solo  per la gloria. O per lo meno non può farlo in modo continuativo e costante se non viene retribuito.

Pensare il contrario, significa destinare questo mondo all’atrofia. Senza autentici investimenti nel valore e nelle competenze delle persone significa non progredire, non svilupparsi, non crescere.

Sarebbe un peccato.

A volte mi vengono in mente le straordinarie visioni di Adriano Olivetti, per il quale le aziende dovevano mirare, prima che al profitto, al bene della comunità. Ebbene il non-profit oggi cos’è o cosa potrebbe diventare se non la realizzazione di questa visione?

Ma come contribuire alla crescita di una comunità, in modo efficace,  senza le necessarie competenze? Certo, ci sono tanti operatori che investono il proprio  know-how gratis, ma per quanto tempo lo fanno? Un giorno, due giorni, alcuni anni? E come sopravvivono alle bollette di fine mese? Se si vuole crescere è necessario che questo know-how trovi un riconoscimento economico, altrimenti rischiamo di perdere persone appassionate e convinte che promuovere valori sia più importante che incassare dividendi. Altrimenti regaliamo queste persone al mondo del profitto.

Per il non-profit sarebbe davvero una stupida perdita.

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Un pensiero su “Ipocrisia nel non-profit e la lezione di Adriano Olivetti

  1. […] Contaminazione dei due mondi che paiono opposti (il for profit contro il non profit), ma che sempre di più si devono contaminare, vale a dire possono imparare dall’altro per migliorare. Non solo noi non profit, dunque, possiamo apprendere dalle imprese tradizionali, ma le stesse imprese possono migliorare grazie alla nostra esperienza. La mia opinione a proposito è espressa in un mio precedente post. […]

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