Le Olimpiadi sono solo emozioni? Un ebook raccoglie altre possibili letture, in attesa di Sochi 2014.

ebook - da vancouver a sochi - stefania demetz

Immaginatevi di essere su una strada diretta al mare. Immaginatevi di incrociare altre strade dirette allo stesso mare. Immaginatevi di incontrare sempre più persone, armate di valige e sogni, dirigersi come voi verso quella spiaggia.

Fra un mese esatto iniziano le Olimpiadi di Sochi. E questo flusso di uomini e donne da tutto il mondo, sta incrociando rotte e sorvolando montagne e attraversando oceani per raggiungere una spiaggia sul Mar Nero, quella di Sochi, che fra 30 giorni aprirà le danze ai XXII Giochi Olimpici.

Alcuni “contractors” sono già arrivati da mesi, altri da settimane, altri stanno ancora facendo le valige. Se ne vedono già alcune tracce su facebook: immagini del proprio accredito, foto di alberghi, inviti e richiami: “Amici, sono qua, dai che dopo Vancouver o dopo Londra, ci rivediamo finalmente ”.

Seguo questi post con un mistura strana di sentimenti. La nostalgia per le mie esperienze olimpiche, ma anche la consapevolezza che, nonostante mi sia stata offerta la possibilità di essere anch’io parte di questa carovana, sono felice di non dover affrontare due mesi di vero massacro, di lavoro intensissimo, con difficoltà logistiche e linguistiche.

La nostalgia, o quella che i tedeschi chiamano Sehnsucht (anelito, languore romantico), in effetti, non colpisce tanto la sfida lavorativa, ma quella amicale. Alle Olimpiadi ci si fa un sacco di amici e alcune amicizie rimangono per la vita.

E allora vorrei essere anch’io partecipe di questa reunion, sebbene a distanza. Ma vorrei anche ricordare che dietro le emozioni olimpiche c’è una macchina da guerra fatta di management, marketing, know how, sostenibilità, informazione e controinformazione. Che dietro l’ebbrezza olimpica c’è un universo, spesso mascherato di ipocrisia decoubertiana, che svela interessi politici e speculazioni economiche – nel peggiore dei casi – o strategie nazionali di ammodernamento, di diffusione di competenze, di creazione di posti lavoro – nel migliore dei casi. Un bel mosaico globale che passa dalla gioia alla rabbia, dal sogno alla disillusione, dalla magia al crudo realismo.

Con questo mio primo ebook, sfioro questi sentimenti, seguendone alcune tracce. L’ebook è pensato per chi volesse sfiorare le Olimpiadi, girandoci intorno oltre la retorica tradizionale, e affacciarsi di tanto di tanto da altri possibili “vista point”: il ruolo dello spettatore, gli accreditamenti, le infrastrutture e la sostenibilità, le toilette e il cibo, l’informazione e la contro-informazione. Sono solo assaggi, piccoli antipasti in attesa dell’accensione del braciere.

Questo ebook, però, è soprattutto dedicato a tutti i miei amici che ora sono in Russia con l’orologio puntato alla tempia e quel misto di stanchezza e aspettativa che investe chiunque abbia l’opportunità di contribuire alla realizzazione di un evento del genere.

Sono sette articoli. Sette post pubblicati nel mio blog dal 2010 al 2013, da Vancouver a, per l’appunto, Sochi.

Potete scaricare il libro sul vostro ipade leggerlo con iBooks.

Esiste anche un versione pdf, ma priva dei link che offre il libro digitale: Da Vancouver a Sochi – Stefania Demetz

Buona lettura, amici, e buona Olimpiade!

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